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Il Viaggio Telecom, un suggestivo itinerario dedicato alla scoperta della cultura, dell'arte, della bellezza, della storia e della tradizione del nostro paese rappresenta l'elemento di novità di Progetto Italia 2004 ed è articolato in tre anni.

Nel 2004 quattro città italiane, Cosenza, Perugia, Trieste e Ferrara diventano il palcoscenico di una serie di eventi ispirati a un unico tema. Il tema scelto per ogni città scaturisce quasi naturalmente dalla storia che l'ha attraversata, dalla cultura che esprime, dal patrimonio artistico e naturale che possiede, ampliato con lo sviluppo simultaneo delle più diverse forme artistiche: il teatro, la danza, il mimo, le arti visive, il cinema, la lettura, la musica colta e la musica pop dei giovani gruppi emergenti, sempre più legati con la loro opera al mondo delle tecnologie e del web.
Un intreccio di percorsi del pensiero storico e filosofico, mentre alla magia degli spettacoli si aggiunge la testimonianza intellettuale e artistica di personaggi di primissimo piano della cultura italiana e internazionale.
L'iniziativa è stata elaborata da Andrée Ruth Shammah, direttore del Teatro Franco Parenti di Milano.

E' Trieste dal 24 al 26 settembre ad approfondire il tema "Inconscio e Psicoanalisi".
Trieste è nell'immaginario di tutti circondata da un alone culturale che trova i suoi perni nella tradizione letteraria (che evoca immediatamente i nomi di Svevo, Joyce e Saba) e in quella psicoanalitica (con i suoi precursori e i suoi esperimenti arditi).
Ma più che attingere a queste fonti, tese a razionalizzarlo, ad analizzarlo scientificamente, l'inconscio verrà raccontato a partire dal suo grumo segreto, quello che dà vita ai processi creativi.
Prendendo spunto dai pittori del Novecento triestino nel racconto di Vittorio Sgarbi , si andrà dagli artisti del cinema (a valle della Mostra cinematografica di Venezia), da quelli di certo teatro, alla Bob Wilson, e dai protagonisti delle discipline del pensiero per rimettere un po' di disordine e restituire all'inconscio tutta la ricchezza di cui l'arte si è nutrita.