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.Dialogo con Antonio Pieretti- Ore 12:00 - Palazzo della Penna

Antonio PierettiAntonio Pieretti - docente di Semiotica del corso di laurea di Scienze della Comunicazione, Facoltà di Lettere - colto appena prima dell'inaugurazione della seconda tappa del Viaggio Telecom, che si tiene a Perugia dal 4 al 6 giugno, ha tracciato per noi i legami tra la città e i temi messi in risalto dalla tre giorni di eventi poetici che invaderanno la città.

Eccoci arrivati a Perugia. Il tema scelto per questa tappa è legato ai termini Spiritualità e Poesia. Può raccontarci come si collocano queste tematiche nella cornice della città di Perugia?
Perugia si presta in modo particolare: in primo luogo, per la lunga tradizione di figure significative nel campo della spiritualità, poi in quanto molti poeti hanno tratto ispirazione proprio dal territorio umbro. A questo si aggiungono alcune altre caratteristiche principali della città: il suo essere restata ai margini dello sviluppo industriale, l'aver mantenuto la sua identità nell'aspetto urbanistico e culturale in senso lato. Inoltre avendo due università che hanno contribuito ad uno scambio continuo di esperienze, ha potuto coltivare nel tempo la sensibilità per i valori spirituali e poetici nel tempo.

Entriamo più nel dettaglio del carattere e dell'identità cittadina?
L'origine etrusca perpetrata nel medioevo e proseguita nel tempo è giunta fino ai giorni nostri intatta. Per questo oggi è possibile apprezzare in città il progressivo arricchimento del patrimonio architettonico e artistico. Alcuni valori che hanno caratterizzato la Perugia nel medioevo sono arrivati fino a noi. Al contempo Perugia si caratterizza per la forte partecipazione alla vita pubblica della popolazione, per il notevole attaccamento alla realtà locale e per la costante e sistematica valorizzazione del patrimonio artistico. Per esempio, affacciandosi alla Galleria Nazionale è possibile apprezzare testimonianze di tutta la storia della pittura dalle origini ai giorni nostri, con risultati di grande pregio che fanno di Perugia un punto di riferimento nella storia della pittura italiana.

Secondo lei come vivranno i giovani questa proposta? In particolare, crede che saranno interessati alle tematiche proposte?
La cornice in cui l'evento si iscrive consente un rapporto molto stretto dei giovani con i poeti. Consente loro di vedere materialmente coloro che hanno la capacità di guardare al di là dell'immediatezza. Il poeta è colui che conserva un occhio capace di meravigliarsi e tradurre questa meraviglia in suggestioni e stati d'animo che poi trovano espressione nelle parole eteree della poesia. La vera fonte della poesia sono le reazioni emotive alla forza della meraviglia e questa è una componente vicina alla sensibilità giovanile.
Il giovane non ama esaurire la sua visione della realtà nell'immediato, vuole coltivare la fantasia e l'immaginazione, di conseguenza la poesia che evoca emozioni e suggestioni costituisce il terreno in cui i giovani ritrovano la loro identità. In questo momento c'è un rifiuto per l'eccesso di razionalità, i giovani vogliono rivivere le emozioni con quanto di partecipativo esse comportano. Per altro, sono forse le emozioni le esperienze più profonde che, non solo fanno riscoprire ai giovani i loro legami generazionali, ma permettono loro di disporre di un linguaggio per comunicare tra loro e con gli altri.

Cosa si aspetta da questo Viaggio?
Una partecipazione intensa, viva della città perché è un'occasione straordinaria per prendere coscienza non solo del passato, ma anche dei valori alla base delle prinicipali istituzioni e strutture urbanistiche della città. I perugini devono sentirsi possibilmente ancora più perugini, riscoprendo i valori su cui si fonda la loro tradizione. D'altra parte, devono però anche avvertire che attraverso spiritualità e poesia si può andare al di là dei valori campanilistici e si possono trovare elementi di convivenza civile e sociale anche con quanti si affacciano sulla scena del mondo come portatori di culture diverse.