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Incontro con Max Mazzotta
Giovedì 20 maggio 2004

Incontriamo Max Mazzotta, attore, regista e direttore della compagnia Libero Teatro di Cosenza. Mazzotta ha presentato in anteprima al Teatro Rendano il suo nuovo spettacolo U-tòpos. Nel fermento dell'intervallo fra una replica e l'altra ci siano fatti raccontare il suo progetto artistico. In un allegro e concitato vociare dei ragazzi-attori, la sua passione per il teatro è emersa da un timbro di voce alto e chiaro pieno dell'energia che solo le prime sollecitano.

U-tòpos è uno spettacolo viaggio attraverso la storia, quindi i luoghi le persone e gli eventi del passato di Cosenza,ci racconti il tuo progetto?
E' nato apposta per il Viaggio Telecom di Progetto Italia. L'ho sviluppato con un gruppo di ragazzi dell'Università dove conduco spesso laboratori teatrali avanzati insieme alla mia compagnia Libero Teatro. Ai ragazzi ho affiancato due attori professionisti. Si tratta di un viaggio attraverso la coscienza dell'uomo calabrese: nella sua parte mistica e quella animale, legata alla terra, barbara, sullo sfondo c'è la tragedia del popolo calabrese che in questo percorso di duecento anni questo popolo è sempre stato dominato dal popolo straniero. Noi raccontiamo solo la parte del dominio spagnolo, sotto cui i calbresi hanno subito veramente delle cose terribili: massacri di ogni tipo. Raccontiamo l'Utopia, quella di Tommaso Campanella, le sue idee, quello che ha scritto ma anche quello che ha cercato di fare. Era una persona che apriva le coscienze, lui cercò socialmente di darsi da fare, organizzò persino una rivolta che ovviamente venne sedata...

Per voi compagnia Libero Teatro che cosa rappresenta il Viaggio Telecom, cosa significa, come lo interpretate?
Innanzitutto ci ha dato la possibilità e lo dico con grande tranquillità, di poter rivisitare percorsi della memoria della nostra terra, non che non si potesse fare indipendentemente, però lo stimolo che ci hanno dato è molto importante soprattutto per i giovani. Noi lavoriamo molto con gli universitari e molti che certe cose non le conoscevano proprio hanno cominciato a capirle e quindi si sono creati i presupposti anche per proseguire il discorso e andare ad approfondire ulteriormente. Anche per il pubblico, il nostro pubblico che è giovane è una proposta importante.

Da attore di teatro e di cinema a regista fino a direttore di compagnia, in quale ruolo ti senti più a tuo agio?
Mamma mia un bordello...non lo so. Certo è che dove mi sento più completo è chiaro che è il direttore di compagnia. Perchè il teatro è la mia vita e non lo lascerò mai e non sarà mai sostituito da nessuna altra cosa. Del futuro non so niente, però so che questa è la cosa che piùmi gratifica.

Il teatro è utopia o eresia? E' solo sogno o è anche rivolta? O è tutte e due le cose insieme?
E' tutte e due le cose insieme. E' Utòpos e quindi è anche il non luogo, cioè il posto privilegiato dove mettere dentro le cose più raffinate, le sensibilità, quelle che non si possono raccontare perchè sono emozione. E' un'utopia rappresentare l'irrappresentabile al pubblico, conoscendo la magia del teatro. L'utopia in questo caso è rappresentare la tragedia. In questi giorni alla TV ci sono morti veri e la gente non può venire al teatro a vedere morti finti, allora il linguaggio tetrale deve essere quello della metafora, toccare delle corde emozionali che vanno al di là del reale.
 Approfondimenti
Agenda {pdf.
U-tòpos
La Compagnia del Libero Teatro
Max Mazzotta:
Curriculum Vitae