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Maurizio Scaparro su Utopia ed Eresia
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L’Utopia della felicità pubblica
Marc Augé: "Lectio magistralis"
Resoconto della giornata di venerdì
Intervista a Iaia Forte
Incontro con Max Mazzotta
Sabato 22 maggio 2004

Galileo Galilei, ricostruzione del processo per eresia con recita dell’abiura: Piergiorgio Odifreddi con Giulio Giorello e Padre George Coyne.

Tema di scottante attualità, quello del rapporto tra scienza e fede, soprattutto di questi tempi. Giulio Giorello, intelligentemente, ha centrato il problema: il processo a Galileo fu un processo politico. La domanda sorge spontanea: ma che gliel’ha fatto fare a Santa Romana Chiesa di impelagarsi in problematiche scientifiche e di filosofia quando avrebbe avuto ben altri problemi a cui pensare come:
a) l’avanzata dei turchi a sud “dell’impero” (leggi gli islamici di oggi)
b) lo scisma degli anglicani a nord
c) l’ingombrante presenza di Lutero poco più giù

E qui siamo a un punto cruciale, perché la grande storia viene inevitabilmente ad intrecciarsi con la microstoria, quella della Calabria di quel tempo. Sì, perché a difesa di Galileo interviene una delle figure più tolleranti della storia: Tommaso Campanella, che si batte contro l’oscurantismo di teologi che fanno un confusione tra Sacre Scritture e interpretazione delle medesime. Campanella, pur non essendo un copernicano convinto, difende con le unghie e con i denti il diritto di esprimere le proprie opinioni, anche andando contro le proprie convinzioni.