Sabato 22 maggio 2004
Galileo Galilei, ricostruzione del processo per eresia con recita dell’abiura:
Piergiorgio Odifreddi con Giulio Giorello e Padre George Coyne.
Tema di scottante attualità, quello del rapporto tra scienza e fede, soprattutto di
questi tempi.
Giulio Giorello, intelligentemente, ha centrato il problema: il processo a Galileo
fu un processo politico. La domanda sorge spontanea: ma che gliel’ha fatto fare a Santa
Romana Chiesa di impelagarsi in problematiche scientifiche e di filosofia
quando avrebbe avuto ben altri problemi a cui pensare come:
a) l’avanzata dei turchi a sud “dell’impero” (leggi gli islamici di oggi)
b) lo scisma degli anglicani a nord
c) l’ingombrante presenza di Lutero poco più giù
E qui siamo a un punto cruciale, perché la grande storia viene inevitabilmente ad
intrecciarsi con la microstoria, quella della Calabria di quel tempo.
Sì, perché a difesa di Galileo interviene una delle
figure più tolleranti della storia: Tommaso Campanella, che si batte contro
l’oscurantismo di teologi che fanno un confusione tra Sacre Scritture e
interpretazione delle medesime. Campanella, pur non essendo un copernicano convinto,
difende con le unghie e con i denti il diritto di esprimere le proprie opinioni, anche
andando contro le proprie convinzioni. |