Venerdì 21 maggio 2004
"Senza cultura non c'è sviluppo", così ha esordito Eva Catizone, primo cittadino di Cosenza alla conferenza stampa di presentazione del Viaggio Telecom, dopo i consueti ringraziamenti agli organizzatori. Dunque, ci siamo: Cosenza oggi ha fatto le valigie e si appresta a intraprendere un viaggetto lungo tre giorni: un bel tour scandito da due tappe: l'Eresia e l'Utopia.
"Una città che si dimostra consapevole delle sue tradizioni e della sua identità, perchè ogni luogo deve essere considerato anche un unicum, un organismo vivente" - ha aggiunto la Catizone.
E non ha torto, perchè Cosenza è una città speciale, che solo a prima vista sembra rassegnata a tutto ciò che di brutto presenta il nostro Sud. Cosenza, infatti, anche grazie al Viaggio Telecom, oggi può guardare con ottimismo al proprio futuro e questo è già un grande successo.
"I cosentini, poi, hanno un rapporto speciale con il pensiero, la filosofia, l'identità e la memoria - ha affermato con convinzione il filosofo Emanuele Severino - un patrimonio esperienziale di cui dovremo fare tesoro". Forse è proprio questo intenso rapporto con il pensiero che ha determinato la grande voglia di intraprendere questo viaggio: le cifre snocciolate dal Prof. Renato Mannheimer parlano chiaro: il 90% degli abitanti di Cosenza si dichiara favorevole ad una ripetizione dell'iniziativa. Questo perchè il programma della manifestazione si adatta benissimo alle caratteristiche degli abitanti di questa straordinaria città dalla vena un po' carbonara che, nelle parole di Gianni Latorre - rettore dell'Università della Calabria - "con lo spirito del bastian contrario tanto ha contribuito al nostro risorgimento".
Il Viaggio Telecom, quindi, vuole essere una sorta di catarsi psicoanalitica, un tour del sapere nell'Italia più nascosta e affascinante.
Per chi ancora non lo sapesse, la filosofia del Viaggio Telecom è questa: partenza con il primo mezzo che si ha a disposizione e visita di un luogo speciale, ma non come un turista qualsiasi con ritmi da centometrista, bensì come un “altro generalizzato” che si arricchisce attraverso l'altrui cultura.
E qui si torna al sondaggio di Renato Mannheimer su cosa pensano gli abitanti di Cosenza della loro città. Alla domanda "che cosa caratterizza il capoluogo della regione Calabria?" le risposte sono state le seguenti:
il 73% ritiene che sono i monumenti a identificare bene Cosenza, mentre il 54%, il 52% e il 51% giudica fondamentali e costitutivi dell'identità calabra il paesaggio naturale (Cosa sarebbe Cosenza senza la Sila e senza il monastero di San Francesco di Paola?), la gastronomia (Cosa sarebbe Cosenza senza la 'nduia e il peperoncino?), la cordialità (Cosa sarebbe una città del Sud senza l'ostentazione e le emozioni urlate ed amplificate?).
Ma, dulcis in fundo, il 50% crede che Cosenza abbia un'antica vocazione culturale, e non solo perchè questa è la città di Giordano Bruno e di Bernardino Telesio, ma anche perchè grazie alla presenza dell'università è riuscita a trovare una sua dimensione culturale che il Viaggio Telecom sicuramente amplificherà.
Le premesse ci sono tutte. "Il programma della manifestazione, infatti,” - ha dichiarato Andrée Ruth Shammah, direttrice del Teatro Franco Parenti di Milano - "può essere considerato un melting pot dove si armonizzano a livello multidisciplinare le più eterogenee forme della comunicazione, dal teatro di strada alla danza, dalle installazioni multimediali a una mostra interattiva". Un programma che per la sua completezza può costituire, per la sua originalità, uno spunto non solo per altre manifestazioni culturali, ma anche per le stagioni teatrali.
Infine, Andrea Kerbaker, direttore del Progetto Italia di Telecom, ha sottolineato l'importanza di una rivisitazione delle nostre radici attraverso una manifestazione unica nel suo genere come il Viaggio Telecom, una iniziativa che vuole lasciare un segno tangibile nelle varie città in cui farà tappa.
Per segno tangibile si possono intendere tante cose: voglia di organizzare altre manifestazioni di qualità, fare cultura e promuovere valori positivi. Questi gli scopi per cui è nato Progetto Italia, il mondo di eventi pensato dal Gruppo Telecom per dare un contributo alla crescita del Paese.
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